1. La GPA ancora chiamata maternità di sostituzione consiste nella mercificazione del

corpo di una donna utilizzata come portatrice

2. La GPA non è altro che la vendita di bambini (*)

3. La maternità di sostituzione è lo sfruttamento della capacità riproduttiva femminile e
l’uso di una donna per soddisfare i desideri altrui.

4. La maternità di sostituzione non mira a soddisfare un diritto. Non esiste diritto alla
maternità, né al figlio, esiste la possibilità o meno di essere genitore.

5. La maternità di sostituzione non fa che aumentare la disuguaglianza tra le donne.

6. Voler regolamentare la maternità di sostituzione non fa che organizzare una nuova
modalità di tratta delle donne.

7. La maternità di sostituzione viola i diritti dei bambini e i diritti delle donne contribuendo a una società fondata sull’uso e il maltrattamento delle persone più vulnerabili e più povere, una società costituita di esseri umani di prima e di seconda categoria, favorendo un ordine mondiale disuguale e discriminatorio tra gli esseri umani.

8. I desideri/aspirazioni di diventare genitori possono essere soddisfatti da formule che non comportino lo sfruttamento né la commercializzazione delle donne e dei bambini.

(*) Nel suo rapporto di attività del 2018, la Referente speciale dell’ONU sulla vendita e lo sfruttamento sessuale dei bambini riconosce che «la sostanza delle convenzioni di GPA praticate, anche nei paesi cosiddetti sviluppati, è nient’altro che la vendita di bambini, qualunque siano gli artifici giuridici impiegati»